Il ritratto di mia madre giovane

Il ritratto di mia madre giovane,
degli anni trenta, color seppia, antico,
lo conservo con me non so da quando.

Oggi mi specchio con un nuovo intento
in quel sorriso di timida incertezza
che ha tutta l’aria di raccontar pensieri
oltre l’effigie ed al di là del tempo.
Forse mia madre trasognava
la rosa dei venti del futuro
ben orientata per noi tutti al buono?

Non fu così: conosco il suo futuro
ch’è passato con lei che più non è,
che mi ritrova con tre volte gli anni
di quel ritratto giovane d’allora.

Non è stato raggiante il suo avvenire.

Oggi, il suo timido sorriso
mi parla d’un futuro
trascorso a mezze tinte,
in chiaro-scuro,
quasi color seppia;
lo raccontava forse fin d’allora
a noi figli del suo mansueto gene:
lo rivelava a chi poi l’ha ritrovata,
ed a quei pochi rimasti – come me –
che non seppero capire e consolare.

È un’istantanea d’amarezza in più.

C’è un solo modo per far pace con le
ombre di colei che hai amato tanto:
raccontare la sua vita.
(P. Almodóvar)